In Lombardia il permesso necessario dipende soprattutto dalla destinazione urbanistica dell’area: per un impianto su copertura spesso basta l’attività libera, mentre per un impianto a terra può servire la PAS o, nei casi più complessi, l’autorizzazione unica. Il quadro si fonda sul D.Lgs. 190/2024 e sulla L.R. 8/2025 che lo recepisce a livello regionale, e la pratica si presenta tramite la Piattaforma Procedimenti della Regione, non più direttamente allo sportello comunale.


In breve:

  • La destinazione urbanistica dell’area e i vincoli paesaggistici determinano se serve l’attività libera, la PAS o l’autorizzazione unica, con pratiche gestite esclusivamente tramite la piattaforma regionale.
  • Impianti su coperture di edifici esistenti in aree industriali spesso sono attuabili con attività libera, mentre quelli a terra in zone agricole o soggetti a vincoli richiedono procedure più complesse.
  • La verifica preliminare di un tecnico abilitato sulla destinazione d’uso e sui vincoli evita ritardi e respingimenti della pratica futura.
  • La presentazione delle pratiche si effettua esclusivamente online attraverso le piattaforme FERCEL, FERPAS o FERAU, con attenzione alla corretta profilazione con SPID, CIE o CNS.
  • La qualità della documentazione tecnica, completa e organizzata, è fondamentale per ridurre i tempi di istruttoria e evitare sospensioni o respingimenti.

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Indice

Sintesi dei regimi amministrativi: attività libera, PAS, autorizzazione unica

Il D.Lgs. 190/2024 ha riordinato i regimi amministrativi per gli impianti a fonti rinnovabili individuando tre percorsi distinti, ciascuno legato alla tipologia di impianto, alla potenza e all’area di installazione. Capire in quale categoria rientra il proprio progetto è il primo passo per scegliere la procedura corretta ed evitare di presentare domande destinate al rigetto.

  • Attività libera: si applica tipicamente agli impianti su edifici esistenti entro soglie di potenza contenute, senza necessità di titolo abilitativo specifico, pur restando soggetta a eventuali vincoli paesaggistici.
  • PAS (Procedura Abilitativa Semplificata): riguarda impianti di dimensioni intermedie o localizzazioni più delicate, e richiede una dichiarazione tecnica asseverata presentata tramite la piattaforma regionale dedicata.
  • Autorizzazione Unica: si attiva per impianti di maggiore potenza o in presenza di vincoli ambientali e urbanistici che richiedono una valutazione coordinata tra più enti.

La Regione Lombardia ha recepito questa articolazione con la L.R. 8/2025, che ha aggiornato le competenze regionali e introdotto l’obbligo di gestire ogni pratica tramite la Piattaforma Procedimenti, eliminando buona parte della discrezionalità che in passato caratterizzava le prassi comunali. Questo significa, in pratica, che lo stesso impianto può seguire percorsi diversi a seconda della zona in cui si trova, anche a distanza di pochi chilometri.

Come verificare la destinazione urbanistica e le aree idonee

Prima di scegliere il regime, bisogna sapere su quale terreno o copertura si installa l’impianto e quali vincoli gravano su quell’area. Le FAQ ufficiali di Regione Lombardia chiariscono che il regime applicabile dipende non solo dalla potenza dichiarata, ma anche dalla destinazione urbanistica del lotto: lo stesso impianto può rientrare in attività libera su un’area industriale e richiedere PAS su un terreno agricolo.

  • Consultare il PGT (Piano di Governo del Territorio) del Comune per verificare la destinazione d’uso dell’area e le norme tecniche di attuazione collegate.
  • Verificare se l’area ricade tra le aree idonee individuate dal PREAC, categoria che agevola l’iter per impianti a terra e agrivoltaici.
  • Controllare l’eventuale presenza di vincoli paesaggistici entro il buffer di 500 metri da beni tutelati, che può escludere l’impianto dai regimi semplificati.
  • Richiedere un certificato di destinazione urbanistica o un parere preliminare all’ufficio tecnico comunale prima di avviare la pratica.

Un consiglio: prima di presentare qualsiasi istanza, fai verificare l’area da un tecnico abilitato: un controllo preliminare costa molto meno di una pratica respinta dopo settimane di attesa.

Iter pratico: modulistica e piattaforme telematiche FERPAS, FERCEL e FERAU

Una volta individuato il regime corretto, la pratica si presenta esclusivamente in modalità telematica. La Regione ha previsto applicativi distinti collegati alla sezione FER della Piattaforma Procedimenti: FERCEL per le comunicazioni preliminari relative all’attività libera, FERPAS per le dichiarazioni di Procedura Abilitativa Semplificata e FERAU per le istanze di Autorizzazione Unica.

  1. Accedere al portale Bandi e Servizi con identità digitale SPID, CIE o CNS, selezionando il profilo corretto (privato, impresa o professionista delegato).
  2. Individuare l’applicativo corrispondente al regime scelto, FERCEL, FERPAS o FERAU, ed evitare di compilare moduli destinati a un altro procedimento.
  3. Caricare la documentazione tecnica richiesta e inviare l’istanza, conservando la ricevuta di protocollazione come prova della data di presentazione.

Il servizio FERPAS richiede una profilazione corretta tramite SPID, CIE o CNS: gli errori di categoria utente, ad esempio un privato che si registra come impresa o viceversa, sono una delle cause più frequenti di rigetto formale della pratica, perché l’applicativo smista automaticamente le istanze in base al profilo dichiarato.

Documentazione tecnica e amministrativa: cosa preparare

La qualità della documentazione tecnica incide direttamente sui tempi di istruttoria. Una pratica incompleta non viene semplicemente rallentata: spesso viene sospesa o respinta, con la necessità di ripartire da zero sulla piattaforma.

  • Relazione tecnica asseverata da un progettista abilitato, che descriva l’impianto, la potenza, lo schema elettrico e la conformità alle norme tecniche vigenti.
  • Elaborati grafici e planimetrie catastali aggiornate, coerenti con lo stato di fatto dell’immobile o del terreno.
  • Schema di connessione alla rete predisposto secondo le indicazioni del gestore di rete competente.
  • Documentazione di supporto per eventuali incentivi: fatture, bonifici parlanti, attestato di prestazione energetica (APE) e asseverazioni, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate per chi intende fruire di detrazioni fiscali.

Organizzare questi documenti in un unico fascicolo digitale, con nomi di file chiari e numerati secondo l’ordine richiesto dalla piattaforma, riduce sensibilmente il rischio di errori di caricamento e facilita eventuali richieste di integrazione da parte dell’ufficio istruttore.

Tempistiche, silenzio-assenso e pubblicazione sul BURL

I tempi amministrativi variano in base al regime scelto, ma la Regione ha introdotto strumenti pensati per accelerare l’iter nei casi più semplici. Italia Semplice spiega che la semplificazione normativa riduce a 30 giorni i tempi per l’autorizzazione paesaggistica nei casi specifici previsti, introducendo il meccanismo del silenzio-assenso.

  • Il silenzio-assenso decorre solo se l’istanza è completa e corretta fin dall’invio: un’integrazione richiesta dal Comune interrompe il termine e lo fa ripartire da capo.
  • Per la PAS, in molti casi è necessario richiedere la pubblicazione sul BURL per perfezionare formalmente il titolo abilitativo, un passaggio che molti proponenti trascurano credendo sufficiente il semplice decorso dei termini comunali.
  • Se il Comune non risponde entro i termini previsti, conviene richiedere per iscritto un riscontro formale prima di dare per acquisito il silenzio-assenso.

Un consiglio: conserva sempre la prova di invio e la ricevuta di protocollo: in caso di contestazione sui termini, sono l’unico elemento che dimostra quando è partito il conteggio dei giorni.

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Incentivi e bandi in Lombardia utili per chi richiede permessi

Chi presenta una pratica per un impianto fotovoltaico spesso valuta in parallelo l’accesso a incentivi regionali o nazionali, che però impongono requisiti propri da coordinare con l’iter autorizzativo; per approfondire i requisiti dei bandi e le opportunità di finanziamento estere, si possono consultare le risorse di Edan Power – esempi di finanziamenti e grant.

  • Bandi regionali come RELOad-CER finanziano impianti destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili, con limiti di potenza per impianto e requisiti di titolarità del soggetto beneficiario.
  • Crediti d’imposta e agevolazioni nazionali per sistemi di accumulo possono richiedere documentazione aggiuntiva, come asseverazioni tecniche e prove di pagamento tracciabile.
  • Partecipare a un bando comporta vincoli di cronoprogramma: l’impianto deve spesso essere realizzato e collaudato entro scadenze fisse, indipendenti dai tempi dell’iter autorizzativo ordinario.

Chi vuole approfondire gli aspetti economici di un progetto in Lombardia può consultare la nostra guida su costi di un impianto fotovoltaico in Lombardia o la panoramica dedicata ai bonus fotovoltaico 2026, utili per capire come incastrare incentivi e permessi nello stesso cronoprogramma.

Casi pratici ed errori comuni: checklist operativa per inviare la pratica

Alcuni esempi aiutano a capire come applicare questi regimi nella pratica quotidiana, sia per un privato che per un’azienda.

  1. Impianto su tetto residenziale entro le soglie di attività libera: in molti casi rientra nell’edilizia libera, come approfondito nella nostra guida su fotovoltaico ed edilizia libera. Resta comunque utile verificare eventuali vincoli paesaggistici sull’edificio.
  2. Impianto a terra su area agricola in zona idonea: segue spesso la PAS, con obbligo di pubblicazione sul BURL per perfezionare il titolo.
  3. Impianto industriale di potenza elevata con vincoli ambientali: richiede l’Autorizzazione Unica, con istruttoria coordinata tra più enti e tempi più lunghi.

Un consiglio: quando il progetto coinvolge vincoli paesaggistici, aree agricole o potenze elevate, rivolgersi a un progettista abilitato prima dell’invio evita settimane di integrazioni e richieste di chiarimento da parte del Comune.

Prospettiva esperta: come DML Idee gestisce l’iter autorizzativo in Lombardia

Dal 2006 ci occupiamo esclusivamente di impianti fotovoltaici in Lombardia, e in oltre 5.182 progetti realizzati abbiamo imparato che la maggior parte dei ritardi nasce da errori formali evitabili, non da complessità reali del progetto. Verificare la destinazione urbanistica e la profilazione corretta sulla piattaforma prima dell’invio riduce drasticamente i rigetti. Chi vuole una verifica preliminare della propria pratica può richiedercela tramite i nostri contatti.

— Giulia

Una guida chiavi in mano per non perdersi nella burocrazia

Conoscere i regimi, le piattaforme e le scadenze è utile, ma gestire da soli tutta la documentazione tecnica e il caricamento su FERPAS, FERCEL o FERAU richiede tempo che molti privati e aziende non hanno. Realizziamo impianti fotovoltaici chiavi in mano, occupandoci della relazione tecnica asseverata, della modulistica e dell’invio telematico della pratica, così il cliente segue solo i passaggi che richiedono una sua firma o decisione. Lo stesso servizio si estende a sistemi di accumulo e a soluzioni per il revamping di impianti esistenti, con un’unica interfaccia a cui rivolgersi dall’analisi della bolletta fino al collaudo. Chi vuole una valutazione concreta del proprio progetto può richiedere un contatto e ricevere un riscontro sui tempi realistici della propria pratica.

Iter completo per la pratica fotovoltaica chiavi in mano

Fonti

Per approfondire, i testi normativi primari sono il D.Lgs. 190/2024 e la L.R. 8/2025. Le pagine regionali con linee guida, modulistica e FAQ sono consultabili sul portale di Regione Lombardia.

Domande frequenti

Quanti kW di fotovoltaico si possono installare senza autorizzazione?

La soglia dipende dal regime di attività libera previsto dal D.Lgs. 190/2024, ma varia in base alla tipologia di impianto e all’area di installazione. Per questo è sempre consigliabile verificare la destinazione urbanistica specifica tramite il Comune o un tecnico abilitato prima di escludere la necessità di un titolo.

Quali sono le nuove regole per il fotovoltaico nel 2026?

In Lombardia le regole vigenti derivano dalla L.R. 8/2025, che ha adeguato la normativa regionale al D.Lgs. 190/2024 e ha reso obbligatoria la presentazione delle pratiche tramite la Piattaforma Procedimenti. Il quadro resta soggetto ad aggiornamenti periodici, quindi conviene verificare sempre la modulistica più recente prima di presentare l’istanza.

Quali sono i bandi per l’impianto fotovoltaico in Lombardia nel 2026?

Tra le misure attive figura il bando regionale RELOad-CER, dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili, con requisiti specifici di titolarità e limiti di potenza per impianto. L’elenco completo e aggiornato dei bandi disponibili è consultabile sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia.

Quali permessi servono per il fotovoltaico?

I regimi previsti sono tre: attività libera, Procedura Abilitativa Semplificata e Autorizzazione Unica, come stabilito dal D.Lgs. 190/2024. Quello applicabile dipende dalla potenza dell’impianto, dalla sua localizzazione e dalla destinazione urbanistica dell’area, da verificare sempre con il PGT comunale prima di scegliere la procedura.

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