Il bonus colonnine per imprese e professionisti copre fino al 40% delle spese ammissibili per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica. Possono richiederlo imprese di ogni dimensione e professionisti che rispettano i requisiti del decreto ministeriale, presentando domanda tramite la piattaforma di Invitalia o, in alcuni casi, via PEC. Vediamo insieme come verificare se la vostra azienda rientra tra i beneficiari e come muovervi senza perdere lo sportello.


In breve:

  • La soglia di 375.000 € distingue il canale: sotto, la domanda passa dalla piattaforma Invitalia; oltre, le imprese della lettera b inviano la richiesta via PEC.
  • Sono ammissibili acquisto e posa, opere edili necessarie, impianti elettrici e monitoraggio; connessione e progettazione rientrano nel limite del 10% del totale ammissibile.
  • Prepara fatture elettroniche intestate al richiedente, preventivo del distributore e documentazione tecnica con collaudo; discrepanze o omissioni possono causare il rigetto.
  • Le finestre cambiano con decreti e possono chiudersi se finiscono i fondi; prepara in anticipo la pratica e usa il modulo della categoria corretta.

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Indice

Chi può richiedere il bonus: criteri di idoneità e soglie

Il decreto ministeriale n. 358 del 25 agosto 2021 individua tre categorie di beneficiari, distinte con le lettere a), b) e c): imprese di qualunque dimensione, imprese che superano una determinata soglia di spesa e professionisti titolari di partita IVA. Questa classificazione non è un dettaglio burocratico: determina il canale di invio della domanda e, di conseguenza, i tempi di istruttoria.

La soglia che cambia tutto è fissata a 375.000 € di spesa ammissibile. Sotto questa cifra, la domanda segue il percorso telematico ordinario gestito da Invitalia. Sopra questa cifra, interviene un obbligo aggiuntivo che molte aziende scoprono troppo tardi.

Prima di avviare qualsiasi pratica, verificate questi tre punti:

  • A quale lettera del decreto (a, b o c) appartiene la vostra impresa, perché la risposta determina il modulo corretto da compilare.
  • Se la spesa complessiva prevista supera i 375.000 €, nel qual caso la domanda non passa dal portale ma richiede l’invio tramite PEC.
  • Se la vostra attività rientra tra quelle ammesse dal decreto, cosa che il consulente fiscale può confermare in pochi minuti consultando il testo normativo.

Sbagliare la classificazione iniziale è uno degli errori più frequenti segnalati dal MASE: un responsabile aziendale che verifica questo aspetto con il proprio consulente prima di inviare la domanda evita rigetti formali che, altrimenti, costringono a ripartire da zero.

Quali spese sono ammissibili e come si calcola il contributo

Il contributo non copre genericamente “l’installazione di una colonnina”: copre voci di spesa specifiche, elencate puntualmente dal decreto. Capire questa distinzione evita di includere nel preventivo costi che poi verranno esclusi in fase di rendicontazione.

Le spese ammissibili comprendono:

  1. Acquisto e posa in opera delle infrastrutture di ricarica, comprese le colonnine vere e proprie.
  2. Opere edili strettamente necessarie all’installazione, come scavi, cablaggi e opere murarie collegate.
  3. Impianti elettrici funzionali al collegamento e al funzionamento delle colonnine.
  4. Dispositivi di monitoraggio dei consumi energetici legati alla ricarica.
  5. Connessione alla rete e progettazione, inclusi direzione lavori e collaudi, ma solo fino al 10% del totale ammissibile.

Il contributo in conto capitale copre il 40% delle spese ammissibili totali, come stabilito dal MASE: questo significa che su un investimento interamente ammissibile, l’azienda recupera meno della metà del costo sostenuto, non l’intero importo.

Facciamo un esempio illustrativo: supponiamo una spesa ammissibile complessiva di 100.000 €, ben al di sotto della soglia dei 375.000 €. Il contributo riconosciuto sarebbe pari a 40.000 €. Superare quel tetto, invece, comporta l’esclusione della parte eccedente dal calcolo del contributo.

Quali spese sono ammissibili e come si calcola il contributo — overview diagram

Tempistiche, modalità di domanda e documentazione richiesta

Le finestre di apertura dello sportello non sono fisse: vengono stabilite attraverso decreti direttoriali successivi e possono chiudersi in anticipo se le risorse disponibili si esauriscono prima della scadenza prevista. Lo sportello ha riaperto il 15 marzo in una delle finestre recenti, a conferma che la programmazione temporale richiede flessibilità da parte di chi pianifica l’investimento.

I decreti direttoriali definiscono di volta in volta gli schemi di domanda e la documentazione necessaria. In generale, prima di presentare richiesta occorre predisporre:

  • Fatture elettroniche intestate correttamente al soggetto richiedente, senza discrepanze tra chi acquista e chi presenta domanda.
  • Preventivo ufficiale di connessione rilasciato dal distributore di rete locale.
  • Documentazione tecnica del progetto, comprensiva di collaudo finale dell’impianto.

Per le domande che rientrano nella lettera b) del decreto e superano la soglia dei 375.000 €, l’invio avviene tramite PEC anziché tramite il portale telematico ordinario: un dettaglio procedurale che, se trascurato, blocca l’intera pratica.

Un consiglio: verificate la firma digitale e la compilazione telematica con largo anticipo rispetto alla scadenza, perché molte esclusioni dipendono da errori formali più che da problemi di ammissibilità tecnica dell’intervento.

Aspetti pratici per l’azienda: progetto e integrazione con la rete

Prima ancora di firmare un ordine, conviene chiarire alcuni aspetti tecnici ed economici che incidono direttamente sull’importo ammissibile e sulla fattibilità dell’intervento.

  • Richiedete al distributore di rete il preventivo di connessione prima di impegnarvi con il fornitore, così da conoscere con esattezza il costo da inserire nel tetto del 10%.
  • Valutate la potenza complessiva richiesta dalle colonnine rispetto alla disponibilità della fornitura elettrica aziendale, per evitare interventi di potenziamento non preventivati.
  • Considerate l’integrazione tra colonnine di ricarica, impianto fotovoltaico e sistema di accumulo: produrre parte dell’energia necessaria alla ricarica riduce i costi operativi nel tempo, indipendentemente dal contributo ricevuto.

Un’azienda che valuta solo il costo della colonnina, senza considerare il preventivo di connessione, rischia di scoprire a lavori avviati che una parte della spesa non rientra nel limite ammissibile. Le risorse pratiche sui benefici commerciali delle stazioni di ricarica aziendali confermano che la pianificazione preliminare della potenza e del layout è uno dei fattori che più incide sulla riuscita del progetto.

Checklist operativa: dall’analisi preliminare al collaudo

Una sequenza chiara di attività riduce il rischio di errori che possono costare l’intero contributo.

  1. Verificate l’ammissibilità della vostra categoria (lettera a, b o c) e raccogliete la documentazione di base prima di qualunque ordine.
  2. Richiedete il preventivo di connessione al distributore locale e controllate che la fatturazione elettronica sia coerente con il soggetto richiedente.
  3. Procedete con progettazione, direzione lavori e collaudo, conservando ogni documento tecnico e amministrativo in un archivio ordinato, pronto per eventuali controlli successivi all’erogazione.

Seguire questi tre passaggi nell’ordine indicato evita di dover rincorrere documenti mancanti nella fase finale, quando i tempi stringono e lo sportello potrebbe già essere vicino alla chiusura.

Criteri e priorità di assegnazione delle risorse

Nella dotazione comunicata da Invitalia, 70 milioni di euro sono destinati alle imprese con spesa ammissibile sotto i 375.000 €, 8,75 milioni alle imprese sopra soglia e altri 8,75 milioni ai professionisti.

Ripartizione dei fondi del bonus colonnine per categoria

Questa ripartizione significa che le tre categorie non competono tra loro per lo stesso plafond: un professionista non sottrae risorse a una grande impresa, e viceversa.

Per un responsabile aziendale questo significa una cosa concreta: presentare la domanda nei primi giorni di apertura dello sportello aumenta sensibilmente le probabilità di rientrare tra le pratiche finanziate, soprattutto quando la dotazione per la propria categoria è limitata rispetto alla domanda attesa. Tenere pronta tutta la documentazione prima dell’apertura ufficiale è quindi una scelta che paga.

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Possibili sanzioni o cause di esclusione

Le esclusioni dal bonus colonnine derivano quasi sempre da problemi documentali piuttosto che da una reale non ammissibilità dell’intervento, come segnalato dal MASE. Le cause più frequenti includono omissioni nella fatturazione elettronica, documentazione incompleta sulle opere edili e discrepanze tra l’intestatario delle fatture e il soggetto che ha presentato la domanda.

Un altro motivo ricorrente di rigetto riguarda la classificazione errata tra le lettere a), b) e c) del decreto: una domanda inviata tramite il canale sbagliato, o che utilizza il modulo non corrispondente alla propria categoria, viene respinta per motivi puramente formali.

Non si tratta, in questi casi, di sanzioni pecuniarie in senso stretto, ma della perdita del contributo per le voci di spesa non correttamente documentate o inquadrate. Per questo motivo, una verifica preliminare della documentazione con il proprio consulente fiscale, prima dell’invio della domanda, resta la misura di prevenzione più efficace contro un rigetto evitabile.

Modalità di controllo e verifica post-finanziamento

Una volta ottenuta la concessione, il percorso non si conclude con l’erogazione del contributo. Invitalia, in qualità di soggetto gestore, effettua verifiche sulla documentazione presentata a consuntivo, che deve dimostrare la corrispondenza tra le spese dichiarate in fase di domanda e quelle effettivamente sostenute.

La coerenza tra questi documenti è condizione necessaria per l’erogazione effettiva delle somme concesse.

Conservare un archivio ordinato di tutta la documentazione tecnica e amministrativa, dal preventivo iniziale al collaudo finale, semplifica notevolmente questa fase di controllo e riduce il rischio di richieste di integrazione che allungano i tempi di erogazione.

Durata e condizioni per la fruizione dell’incentivo

Il bonus colonnine si configura come un contributo in conto capitale erogato una tantum per lo specifico investimento oggetto di domanda, non come una misura ricorrente negli anni per la stessa azienda. La fruizione è quindi legata al singolo progetto presentato e alla sua corretta rendicontazione, non a un periodo pluriennale di utilizzo come accade per alcune detrazioni fiscali.

Le condizioni per mantenere il diritto al contributo includono il rispetto dei termini indicati nel decreto di concessione per la realizzazione dei lavori e la presentazione della documentazione finale entro le scadenze comunicate da Invitalia. Un ritardo ingiustificato nella conclusione dei lavori rispetto ai termini concessi può compromettere l’erogazione, motivo per cui la pianificazione dei tempi di progettazione, fornitura e installazione va fatta con margine realistico fin dall’inizio.

Impatto ambientale e benefici attesi

Il MASE descrive il bonus colonnine come uno strumento di politica industriale pensato per accelerare la diffusione di infrastrutture di ricarica sul territorio, non come un semplice sconto commerciale: questo spiega perché i vincoli di rendicontazione risultano più stringenti rispetto ad altre agevolazioni.

Per le imprese, dotarsi di punti di ricarica aziendali significa poter sostenere la transizione della propria flotta verso veicoli elettrici, riducendo progressivamente la dipendenza da carburanti tradizionali. L’effetto atteso, su scala più ampia, è la crescita della rete di ricarica disponibile per imprese e professionisti, elemento che a sua volta facilita l’adozione di veicoli elettrici da parte di altre aziende e privati che operano nello stesso territorio.

Quando la ricarica aziendale si integra con un impianto fotovoltaico, il beneficio ambientale si rafforza ulteriormente: parte dell’energia usata per ricaricare i veicoli proviene da produzione propria, riducendo il prelievo dalla rete e, di conseguenza, le emissioni associate al consumo elettrico complessivo dell’azienda.

Prospettiva del fornitore: fotovoltaico e colonnina come progetto unico

Realizziamo impianti fotovoltaici chiavi in mano e, negli ultimi anni, affianchiamo sempre più spesso aziende che vogliono abbinare la ricarica elettrica alla produzione energetica propria. Abbiamo imparato che la documentazione tecnica curata fin dall’inizio, preventivo di connessione compreso, è ciò che distingue una pratica di incentivo approvata senza intoppi da una bloccata per dettagli formali. Quando valutate un fornitore, chiedete sempre referenze verificabili e la disponibilità a seguire l’intero iter documentale.

— Giulia

Come affianchiamo la vostra azienda nella pratica del bonus

Occuparsi in parallelo di progettazione, installazione e pratiche di incentivo richiede tempo che molti responsabili aziendali non hanno a disposizione. Per questo seguiamo l’intero percorso in modo integrato: dal sopralluogo iniziale alla scelta della colonnina più adatta, fino alla raccolta della documentazione necessaria per la domanda a Invitalia.

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Proponiamo impianti fotovoltaici per aziende pensati per integrarsi con l’installazione di colonnine di ricarica, così da ridurre i costi energetici complessivi e non solo quelli legati alla ricarica dei veicoli. Se volete capire se la vostra azienda rientra tra i beneficiari del bonus e quali documenti preparare per primi, contattateci per una valutazione del progetto.

Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un consulente finanziario qualificato. Consulta un professionista finanziario qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.

Domande frequenti

Quali sono le agevolazioni per l’installazione di colonnine elettriche?

Il principale incentivo attivo per imprese e professionisti è il bonus colonnine, che copre il 40% delle spese ammissibili per acquisto e installazione. Esistono inoltre misure complementari, come gli incentivi legati all’efficientamento energetico aziendale, che possono integrarsi con un progetto fotovoltaico più ampio.

Quanto costa installare una colonnina di ricarica auto in casa?

Il costo varia in base alla potenza della colonnina, alla distanza dal quadro elettrico e a eventuali opere edili necessarie per il collegamento. Per un preventivo preciso serve una valutazione tecnica del contesto specifico, poiché non esiste un prezzo unico valido per ogni installazione.

L’installazione della wallbox Enel è gratuita?

Non disponiamo di informazioni pubbliche relative a offerte di installazione gratuita da parte di altri operatori del settore. Il costo di una wallbox dipende sempre dal fornitore scelto e dalle caratteristiche dell’impianto elettrico esistente.

Come posso richiedere il bonus colonnine di ricarica con Invitalia?

La domanda si presenta tramite la piattaforma telematica di Invitalia durante le finestre di apertura dello sportello, salvo i casi sopra soglia che richiedono l’invio via PEC. Prima dell’invio occorre predisporre fatture elettroniche corrette, preventivo di connessione e documentazione tecnica del progetto.

Fonti

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